Matilda 6 mitica!

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MATILDA 6 MITICA

Matilda è una ragazzina dalla straordinaria intelligenza. Purtroppo i suoi genitori sono sempre distratti e assorbiti dai loro problemi per accorgersi delle qualità della figlioletta. Quando finalmente si decidono ad iscriverla ad una scuola, scelgono Crunchem Hall, un cupo edificio di mattoni, in cui i giovani ospiti vivono sotto il terrore di una corpulenta direttrice, Agatha Trunchbull. In questo triste ambiente, Matilda trova conforto solo nella compagnia di miss Honey, un’insegnante di prima elementare che capisce le notevoli qualità della bambina e la aiuta a farle venire fuori. Tra queste, finisce con l’affermarsi la capacità di Matilda di mettere gli adulti di fronte alle loro responsabilità e di far loro comprendere i doveri che hanno verso i figli, soprattutto piccoli. Ma i genitori non sono più in grado di raccogliere l’appello della bambina, che alla fine viene adottata da miss Honey che diventerà per lei la nuova famiglia.

REGIA: Danny De Vito
SCENEGGIATURA: Nicholas Kazan, Robin Swicord
ATTORI: Danny De Vit, Kiami Davael, Embeth Davidtz, Pam Ferris, Goliath Gregory, Brian Levinson, Sarah Magdalin, Rhea Perlman, Paul Reubens, Kira Dpencer Hesser, Tracey Walter, Mara Wilson
FOTOGRAFIA: Stefan Czapsky
MONTAGGIO: Lynzee Klingman, Brent White
MUSICHE: David Newman
PRODUZIONE: Danny De Vito, Michael Shamberg, Stacey Sher, Liccy Dahl
PAESE: USA 1997
GENERE: Commedia
DURATA: 93 minuto
SOGGETTO: Tratto dal libro “Matilda” di Roald Dahl

Tratto dal romanzo “Matilda” di R. Dahl, Matilda 6 mitica è un film sul rapporto tra infanzia ed età adulta. Nel film, tutto diventa negativo se passa attraverso il filtro del mondo degli adulti, segnato da violenza, volgarità, prepotenza, dall’apparire, dall’avere, da mente e sguardo passivi. L’età adulta può divenire positiva solo se l’adulto conserva in sé l’animo dell’infanzia e si pone sullo stesso piano dei bambini per comunicare e formare (è il caso di Miss Honey). Nel film, tutto diventa positivo se passa attraverso il filtro del mondo dei bambini, segnato da creatività, voglia di libertà, desiderio di sapere, dall’essere, da mente e sguardo attivi (lo sguardo di Matilda, al contrario di quello passivo dei Worwood, è creatore, muove e fa accadere le cose, è uno sguardo che agisce). L’infanzia può divenire negativa solo se il fanciullo si fa plasmare dagli adulti, perdendo la propria identità autenticamente bambina (è il caso del fratello di Matilda). Il percorso di formazione della protagonista la conduce dall’accettazione passiva del potere adulto, all’acquisizione dell’autonomia: Matilda segue la propria vocazione contro il volere dei genitori e nel finale arriva a scegliere la propria madre e la propria famiglia. Compie tale percorso usando le sue doti, l’intelligenza e le facoltà paranormali che le consentono di far esplodere il televisore di casa (critica alla teledipendenza), di ribellarsi alla preside attaccandola con oggetti scolastici ( critica alla cattiva educazione). Matilda attraversa il processo di individuazione vivendo l’oscillazione – tipica di ogni percorso di formazione – tra la diversità come risorsa e la normalità come bisogno. Pur essendo una bambina speciale e sostenendo il diritto di esserlo, prova l’esigenza di avere la sua parte di normalità, di vivere come gli altri bambini. La stessa diversità è positiva se passa attraverso il filtro creativo dell’infanzia, e negativa se passa attraverso il filtro distruttivo dell’età adulta: Agata Trinciabue è una donna “diversa”, più grossa e più forte del normale, ma la sua diversità si riversa sulla forza fisica come strumento di violenza. L’elemento principale della formazione di Matilda è la lettura, il desiderio della narrazione come investimento amoroso. La lettura dona a Matilda uno stimolo creativo, le reca un messaggio di speranza, le fa capire che non è sola nel mondo. La narrazione offre all’esperienza umana uno strumento formativo di comprensione e individuazione, agevola la ricognizione del significato da dare alla vita, esalta il valore cognitivo dell’immaginazione, aiuta a superare le aporie della realtà. Il rapporto di Matilda con la narrazione richiama le idee di B. Bettelheim sul rapporto tra fiaba e infanzia. Secondo Bettelheim, le fiabe offrono al bambino esempi di soluzioni alle difficoltà, immagini con cui egli può dare una direzione migliore alla sua vita, lo liberano da frustrazioni e paure, gli consentono di ordinare le proprie emozioni e di esprimere simbolicamente le proprie tendenze ostili in modo non distruttivo, così da evitare di scontrarsi con il senso di colpa che accompagna tali tendenze. Si pensi all’ambivalenza verso gli adulti – rappresentati di solito nelle fiabe come giganti sconfitti dall’eroe-bambino – o verso la madre – che porta allo sdoppiamento della figura materna, alle figure della madre buona e della madre cattiva. Il principale messaggio comunicato dalle fiabe è che nella vita la lotta è inevitabile e solo chi non si ritrae intimorito ma affronta con coraggio le avversità può superare gli ostacoli e riuscire vittorioso, raggiungere la propria autentica individualità. Grazie al processo di identificazione, il bambino immagina di affrontare prove e tribolazioni insieme all’eroe, e trionfa con lui quando si ottiene la vittoria finale della virtù: le lotte dell’eroe infondono nel bambino il senso dell’etica. Ha scritto F. Cambi: <<Sia nelle società orali sia in quelle caratterizzate dalla scrittura, la fiaba agisce come potente mezzo educativo: evoca paradigmi di crescita, itinerari di prove, pratiche di iniziazione, figure simboliche, e pertanto parla di formazione e agisce sulla formazione, partendo dall’immaginario, che predispone all’esperienza e già la prepara e la fa accogliere in tutta la sua varietà/complessità, anche nei suoi aspetti di durezza e crudeltà>>.

Analisi del film
Spunti di discussione

• La protagonista: Matilda
• Come si comportano i suoi genitori? E’ una bambina amata?
• Cosa legge Matilda? Perché ama leggere? Quando legge? C’è qualche altro personaggio nel film che ama leggere?
• Matilda ama guardare la TV? Perché?
• A che età sa scrivere il suo nome? A che età impara a parlare? Quando inizia la scuola elementare?
• Se tu fossi nei panni di Matilda cosa faresti? Come ti comporteresti?
• Quali comportamenti fanno capire che Matilda è una bambina “speciale”?

Traccia una descrizione di Matilda.

Altri personaggi:
• Il signor Wormwood
• La signora Wormwood
• La direttrice Trinciabue
• La maestra Miss Honey

Analisi dell’abbigliamento,del modo di parlare, degli interessi, delle frasi ricorrenti
degli altri personaggi

Traccia la descrizione di uno dei personaggi.

I luoghi del film:
• La casa di Matilda
• La casa della direttrice Trinciabue
• La scuola: l’aula, l’aula magna, lo strozzatoio, l’ufficio della direttrice
• La biblioteca
• L’officina

 

In PDF trovate una scheda di lavoro e la scheda del film per gli alunni

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