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	<title>Italiano Classe quinta</title>
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		<title>COMPLEMENTI INDIRETTI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2015 16:19:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Schema riassuntivo dei complementi indiretti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Schema riassuntivo dei complementi indiretti.</p>
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		<title>I MASS-MEDIA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2015 16:01:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano Classe quinta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo è il lavoro che sto svolgendo in classe con i miei alunni per prepararci alla visita al Giornale di Brescia che faremo fra qualche giorno. Ho presentato il lavoro sulla LIM, nel file allegato troverete Cosa sono i mass-media I vari tipi di giornale Analisi della prima pagina di un quotidiano Il formato del...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è il lavoro che sto svolgendo in classe con i miei alunni per prepararci alla visita al Giornale di Brescia che faremo fra qualche giorno.</p>
<p>Ho presentato il lavoro sulla LIM, nel file allegato troverete</p>
<p>Cosa sono i mass-media</p>
<p>I vari tipi di giornale</p>
<p>Analisi della prima pagina di un quotidiano</p>
<p>Il formato del quotidiano</p>
<p>I tagli della pagina</p>
<p>Descrizione della prima pagina</p>
<p>Descrizione delle pagine interne</p>
<p>Analisi dei titoli dei giornali</p>
<p>Le cinque W</p>
<p>I colori della cronaca</p>
<p>Breve storia della stampa</p>
<p>Vantaggi e svantaggi della stampa</p>
<p>La redazione</p>
<p>Per fare lavorare gli alunni:</p>
<p>Un lavoro sulle riviste lette a casa</p>
<p>Una serie di domande per intervistare il giornalista che ci guiderà alla visita del Giornale</p>
<p>Una serie di domande per riflettere e concludere l&#8217;argomento</p>
<p>Buon lavoro!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I BAMBINI DI TEREZIN</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2015 14:04:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano Classe quinta]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un lavoro per spiegare la giornata della memoria ai bambini di classe quinta. Le slide in PDF sono presentate con la LIM. LO SHOAH SLIDE 1: Shoah&#8221; è un termine ebraico che significa &#8220;sterminio&#8221;. Si riferisce ad una delle più vergognose vicende della storia umana avvenuta durante la seconda guerra mondiale. Il regime nazista del...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un lavoro per spiegare la giornata della memoria ai bambini di classe quinta.</p>
<p>Le slide in PDF sono presentate con la LIM.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LO SHOAH</strong></p>
<p style="text-align: justify;">SLIDE 1: Shoah&#8221; è un termine ebraico che significa &#8220;sterminio&#8221;.<br />
Si riferisce ad una delle più vergognose vicende della storia umana avvenuta durante la seconda guerra mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il regime nazista del dittatore Hitler, fin dal 1933, e il regime fascista del dittatore Mussolini, dal 1938, condussero nei confronti delle persone ebree una vera persecuzione.<br />
In un primo momento furono create le “leggi razziali” che, rendendo intollerabili le condizioni di vita delle persone ebree, cercarono di spingerle verso un esodo definitivo all&#8217;estero. Poi, mentre si svolgeva la seconda guerra mondiale, gli ebrei vennero isolati e concentrati nei ghetti. SLIDE 2- 3<br />
Che cos’era un ghetto? Il ghetto è un&#8217;area nella quale persone considerate (o che si considerano) di una determinata etnia, o unite da una determinata cultura o religione, vivono in gruppo, in regime di reclusione più o meno stretto. In realtà il termine nasce per indicare il quartiere ebraico, quella zona della città in cui gli ebrei erano anticamente confinati ad abitare, e completamente rinchiusi durante la notte.</p>
<p>All’inizio del 1942 venne, infine, varata la “soluzione finale del problema ebraico”. Un piano agghiacciante di sterminio che prevedeva la deportazione degli ebrei di tutti i paesi occupati nei lager e la loro uccisione. SLIDE 4 – 5 . In tutto sono stati uccisi circa 6 milioni di ebrei. Nei Lager tutti i prigionieri, compresi i bambini, venivano privati dei loro abiti e obbligati ad indossare la zebrata, cioè una casacca e un paio di pantaloni per i maschi e un largo camicione per le femmine a strisce grigio-azzurre. SLIDE 6</p>
<p>Sulla zebrata venivano cuciti un triangolo e un numero di matricola. Il triangolo era un contrassegno di stoffa che veniva dato a ciascun deportato insieme al numero al momento dell’immatricolazione. Il colore del triangolo individuava la categoria con la quale l’amministrazione del Lager “catalogava” i deportati: triangolo rosso per i politici, triangolo giallo per gli ebrei, …….. SLIDE 7 . Nel lager di Auschwitz il numero di matricola attribuito a ciascun deportato veniva anche tatuato sull’avambraccio sinistro.<br />
SLIDE 8 – 9</p>
<p>Tutti i prigionieri dovevano lavorare tutto il giorno e non avevano quasi cibo per nutrirsi. Molti si ammalarono e morirono per le terribili condizioni in cui vivevano, altri furono uccisi nelle camere a gas. In Italia vennero perseguitate circa 51.000 persone, di esse 46.656 erano effettivamente ebrei e circa 4.500 erano non-ebrei-classificati-di-razza-ebraica.</p>
<p>Auschwitz fu uno dei più terribili campi di sterminio.<br />
Si trovava a circa 70 km a ovest di Cracovia nella Polonia meridionale. Il lager era molto grande e aveva oltre 40 campi dipendenti. Le torri di guardia con le mitragliatrici all’entrata del campo e una barriera di filo spinato in cui passava la corrente elettrica impedivano ai prigionieri di scappare. Il solo toccarla poteva causare una paralisi mortale.<br />
Sempre all’entrata si trovava una betulla ed un’aiuola ben curata, in netto contrasto con le cose terribili che accadevano in quel luogo. Vicino a quella betulla i prigionieri sostavano vestiti per l&#8217;ultima volta con le proprie vesti, e qui il guardiano di servizio (Blochführer) controllava lista alla mano, il loro numero, chiamandoli ancora con il proprio nome. Davanti a questa betulla passarono centinaia di migliaia di uomini e di donne che rappresentavano i cittadini di tutti i paesi europei occupati dagli hitleriani. Di loro se ne salvò solo qualcuno. SLIDE 10 – 11</p>
<p>Il campo di sterminio di Auschwitz fu liberato dall’Armata Rossa proprio il 27 gennaio del 1945. In questo lager morirono circa 4 milioni di persone. SLIDE 12 &#8211; 13</p>
<p style="text-align: center;"><strong>I BAMBINI DI TEREZIN</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Terezin è una cittadina a circa settanta chilometri da Praga. Quando, nel 1941, la Polonia fu invasa dai Tedeschi, la cittadina diventò un ghetto per gli Ebrei.<br />
Tra le sue antiche mura a forma di stella, vennero ammassati quindicimila bambini e ragazzi, strappati dalle loro famiglie e destinati al campo di sterminio di Auschwitz. Solo un centinaio di loro riuscì a salvarsi.<br />
Sotto la guida di qualche maestro che faceva loro scuola di nascosto, tanti bambini a Terezin hanno continuato a scrivere, dipingere e cantare fino alla fine&#8230;<br />
SLIDE 14 – 15 – 16 &#8211; 17</p>
<p>Tra quegli scritti, c&#8217;erano anche i seguenti versi. SLIDE 18 &#8211; 19</p>
<p>La farfalla<br />
L&#8217;ultima, proprio l&#8217;ultima,<br />
di un giallo così intenso, così<br />
assolutamente giallo,<br />
come una lacrima di sole quando cade<br />
sopra una goccia bianca<br />
&#8211; così gialla, così gialla! &#8211;<br />
l&#8217;ultima,<br />
volava in alto leggera,<br />
aleggiava sicura<br />
per baciare il suo ultimo mondo.<br />
Tra qualche giorno<br />
sarà già la mia settima settimana<br />
di ghetto:<br />
i miei mi hanno ritrovato qui<br />
e qui mi chiamano i fiori di ruta<br />
e il bianco candeliere del castagno<br />
nel cortile.Ma qui non ho visto nessuna farfalla.<br />
Quella dell&#8217;altra volta fu l&#8217;ultima:<br />
le farfalle non vivono nel ghetto.</p>
<p>Quattromila disegni e sessantasei poesie sono tutto quello che ci resta dei bambini di Terezín, erano 15.000 e ne sono sopravvissuti meno di 100. SLIDE DA 20 A 35</p>
<p>La poesia che segue porta la data del 1941, non si conosce il nome di chi l&#8217;ha scritta, ma il messaggio che ci ha lasciato è di fiducia nella vita e ne canta la bellezza. L&#8217;autore s&#8217;identifica con il volo libero dell&#8217;uccello come l&#8217;autrice del disegno nella farfalla. SLIDE 36</p>
<p>Vedrai che è bello vivere<br />
Chi s&#8217;aggrappa al nido<br />
non sa che cos&#8217;è il mondo,<br />
non sa quello che tutti gli uccelli sanno<br />
e non sa perché voglia cantare<br />
il creato e la sua bellezza.</p>
<p>Quando all&#8217;alba il raggio del sole<br />
illumina la terra<br />
e l&#8217;erba scintilla di perle dorate,<br />
quando l&#8217;aurora scompare<br />
e i merli fischiano tra le siepi,<br />
allora capisco come è bello vivere.</p>
<p>Prova, amico, ad aprire il tuo cuore alla bellezza<br />
quando cammini tra la natura<br />
per intrecciare ghirlande coi tuoi ricordi:<br />
anche se le lacrime ti cadono lungo la strada,<br />
vedrai che è bello vivere.</p>
<p>Dopo la visione delle slide sulla LIM accompagnata dalle spiegazioni dell’insegnante si propone ai bambini di copiare le due poesie sul loro quaderno: ne sceglieranno una e si chiederà poi di fare la parafrasi e di rappresentare graficamente la poesia scelta.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>ATTIVITA’ SU PRIMO LEVI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Primo Levi (Torino, 31 luglio 1919 – Torino, 11 aprile 1987) è stato uno scrittore italiano autore di racconti, memorie, poesie e romanzi.<br />
Nel 1944 venne deportato nel campo di sterminio di Auschwitz. Il suo romanzo &#8220;Se questo è un uomo&#8221;, che racconta le sue esperienze nel lager nazista, è considerato un classico della letteratura mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>NEL LAGER DI AUSCHWITZ</strong><br />
Eccomi dunque sul fondo. A dare un colpo di spugna al passato e al futuro, si impara assai presto, se il bisogno preme. Dopo quindici giorni dall’ingresso, già ho fame regolarmente, la fame cronica sconosciuta agli uomini liberi, che fa sognare di notte e siede in tutte le membra dei nostri corpi; già ho imparato a non lasciarmi derubare, e se anzi trovo un cucchiaio, uno spago, un bottone di cui mi possa appropriare senza pericolo di punizione, li intasco e li considero miei di pieno diritto.<br />
Già mi sono apparse, sul dorso dei piedi, le piaghe che non guariscono. Spingo vagoni, lavoro di pala, mi fiacco alla pioggia, tremo al vento; già il mio stesso corpo non è più mio: ho il ventre gonfio e le membra stecchite, il visto tumido al mattino e incavato a sera; qualcuno fra noi ha la pelle gialla, qualche altra grigia: quando non ci vediamo per tre o quattro giorni, stentiamo a riconoscerci l’un l’altro.<br />
Avevamo deciso di trovarci, noi italiani, ogni domenica sera in un angolo del Lager; ma abbiamo subito smesso, perché era troppo triste contarci, e trovarci ogni volta più pochi, e più deformi, e più squallidi.<br />
Ed era così faticoso fare quei pochi passi: e poi, a ritrovarsi, accadeva di ricordare e di pensare, ed era meglio non farlo.<br />
(Se questo è un uomo, Einaudi)</p>
<p>Rispondi alle seguenti domande:<br />
1 &#8211; Lo scrittore ha raccontato la dolorosa esperienza vissuta in un Lager durante la seconda guerra mondiale. Che cosa dovette imparare ad Auschwitz per sopravvivere?<br />
2 – Che cosa lo tormentava già pochi giorni dopo l’arrivo?<br />
3 – Gli italiani si ritrovavano, ogni domenica sera, in un angolo del campo di concentramento: ma questa abitudine era durata poco. Perché?<br />
4 – Possiamo ricavare un messaggio dalla testimonianza, dolente ma pacata, di Primo Levi. Quale?</p>
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		<title>IL RACCONTO D&#8217;AVVENTURA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2015 15:25:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano Classe quinta]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il racconto d&#8217;avventura è un testo narrativo fantastico o realistico costituito da inizio, sviluppo e conclusione. Al suo interno si possono individuare narrazioni, descrizioni, riflessioni e dialoghi. La trama è avvincente e ricca di colpi di scena. Tra i temi affrontati ricorre quello del viaggio alla ricerca di qualcosa: un tesoro, un nemico, dei luoghi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il racconto d&#8217;avventura è un testo <strong>narrativo</strong> fantastico o realistico costituito da <span style="color: #ff0000;">inizio</span>, <span style="color: #99cc00;">sviluppo</span> e <span style="color: #0000ff;">conclusione</span>. <span style="color: #000000;">Al suo interno si possono individuare narrazioni, descrizioni, riflessioni e dialoghi. La trama è avvincente e ricca di <strong>colpi di scena</strong>. Tra i temi affrontati ricorre quello del viaggio alla ricerca di qualcosa: un tesoro, un nemico, dei luoghi misteriosi, degli oggetti rari o dei documenti scomparsi. Dominano le <strong>azioni mozzafiato</strong> e le <strong>sorprese</strong>, ma, quando tutto sembra perduto, accade qualcosa che rende possibile la salvezza e il lieto fine.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Il protagonista è un <strong>eroe</strong> ricco di qualità positive (onestà, forza, coraggio, generosità&#8230;) che deve lottare contro <strong>nemici terribili</strong> (uomini, animali feroci, mostri, natura ostile&#8230;). Spesso nelle sue imprese è sostenuto da fedeli <strong>aiutanti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda è spesso ambientata in <strong>paesi lontani dalla civiltà</strong> (giungla, oceani tempestosi, abissi marini, isole deserte&#8230;). Talvolta invece, l&#8217;<strong>ambiente</strong> è quello <strong>abituale</strong>, in cui però si verifica qualcosa di imprevisto.</p>
<p>La vicenda può avvenire in <strong>tempi</strong> passati, presenti o futuri.</p>
<p>In PDF un percorso per scrivere un racconto d&#8217;avventura a partire da spunti assegnati.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>AGGETTIVI E PRONOMI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2014 13:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano Classe quinta]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Schema su aggettivi e pronomi. &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Schema su aggettivi e pronomi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>TICO E LE ALI D&#8217;ORO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 15:01:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano Classe quinta]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>TICO E LE ALI D’ORO Leo Lionni Il personaggio di Tico &#8211; diverso perché senza ali e incapace di volare &#8211; sogna di avere un paio di ali d’oro. Donategli dall’Uccello dei desideri, esse lo rendono nuovamente diverso – seppure in altro modo &#8211; dagli amici uccelli. Questi giudicano la diversità delle sue nuove ali...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>TICO E LE ALI D’ORO</strong><br />
<strong>Leo Lionni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il personaggio di Tico &#8211; diverso perché senza ali e incapace di volare &#8211; sogna di avere un paio di ali d’oro. Donategli dall’Uccello dei desideri, esse lo rendono nuovamente diverso – seppure in altro modo &#8211; dagli amici uccelli. Questi giudicano la diversità delle sue nuove ali come volontà di distinguersi ed essere superiore agli altri, ma la decisione di Tico di usare le sue piume d’oro per aiutare il bambino malato di un cestaio, un burattinaio senza più burattini e altri personaggi, trasforma materialmente le sue piume in altrettante piume nere come quelle dei compagni, che finalmente lo sentono uguale a lui. La conclusione a cui perviene il protagonista è di natura ancora più profonda: «Adesso ho le ali nere, eppure non sono uguale ai miei amici. Siamo tutti diversi. Ognuno di noi ha i suoi ricordi e i suoi invisibili sogni dorati».</p>
<p>ATTIVITA’</p>
<p>&#8211; Ascolto della storia: le immagine del libro possono essere scannerizzate e proposte in visione sulla LIM</p>
<p>&#8211; Prendendo spunto dal fatto che Tico sogna di avere ali d’oro, si propone una breve conversazione sul tema dei “sogni dorati” di ciascuno:<br />
come mi piacerebbe essere? (più alto, biondo, più basso…..)<br />
cosa mi piacerebbe che il mio corpo avesse? (ali, artigli, coda….)<br />
Consegna un piuma sulla quale i bambini devono scrivere cosa gli piacerebbe essere o cosa gli piacerebbe che avesse il loro corpo</p>
<p>&#8211; Ciascuno bambino viene sollecitato ad immaginare come potrebbe utilizzare tale particolarità a favore degli altri.</p>
<p><a href="https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-010.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-778" src="https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-010-300x135.jpg" alt="tico 010" width="300" height="135" srcset="https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-010-300x135.jpg 300w, https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-010.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><a href="https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-012.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-thumbnail wp-image-779" src="https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-012-150x150.jpg" alt="tico 012" width="150" height="150" srcset="https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-012-150x150.jpg 150w, https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-012-175x175.jpg 175w, https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-012-184x184.jpg 184w, https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-012-120x120.jpg 120w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
<p>&#8211; Per concludere il lavoro ed avere un rimando visivo costruzione individuale di un “uccellino Tico” tridimensionale, con ali di colore diverso per ognuno</p>
<p>&#8211; Alla fine del lavoro si appendono tutti gli uccellini in classe e si osserva che sono tutti diversi nella loro specificità, proprio come sono loro.</p>
<p><a href="https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-007.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-782" src="https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-007-300x202.jpg" alt="tico 007" width="300" height="202" srcset="https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-007-300x202.jpg 300w, https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-007-140x94.jpg 140w, https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-007.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><a href="https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-0051.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-786" src="https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-0051-300x226.jpg" alt="tico 005" width="300" height="226" srcset="https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-0051-300x226.jpg 300w, https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-0051.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Frase del libro:<br />
Siamo tutti diversi. Ognuno con i propri ricordi e i propri invisibili sogni dorati.</p>
<p><a href="https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-004.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-784" src="https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-004-300x162.jpg" alt="tico 004" width="300" height="162" srcset="https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-004-300x162.jpg 300w, https://www.maestraluisa.it/wp-content/uploads/2014/12/tico-004.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Aspettando Natale!</title>
		<link>https://www.maestraluisa.it/aspettando-natale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2014 16:42:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano Classe quinta]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Natale è ormai vicino! Questo lavoro è adatto ad una classe quinta, trovate anche il file PDF. CANZONE D’INVERNO E nevica nevica. Sospese nel cielo non sono le piume di un cigno che danza? Lui vive nascosto lassù tra le nubi, nei morbidi laghi si lascia cullare, si tuffa, risale, poi scuote le ali....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Natale è ormai vicino!</p>
<p>Questo lavoro è adatto ad una classe quinta, trovate anche il file PDF.</p>
<p><strong>CANZONE D’INVERNO</strong><br />
E nevica nevica.<br />
Sospese nel cielo<br />
non sono le piume<br />
di un cigno che danza?<br />
Lui vive nascosto<br />
lassù tra le nubi,<br />
nei morbidi laghi<br />
si lascia cullare,<br />
si tuffa, risale,<br />
poi scuote le ali.<br />
E nevica nevica<br />
piume d’argento<br />
lasciate cadere<br />
al soffio del vento.<br />
<strong>  E. Speciale</strong></p>
<p><strong>E’ NATALE</strong><br />
È Natale ogni volta<br />
che sorridi a un fratello<br />
e gli tendi la mano.<br />
È Natale ogni volta<br />
che rimani in silenzio<br />
per ascoltare l’altro.<br />
È Natale ogni volta<br />
che permetti al Signore<br />
di rinascere per donarlo agli <strong>altri.</strong><br />
<strong>                                                             Madre Teresa di Calcutta</strong><br />
<strong>Sulla strada di Betlemme</strong><br />
Era inverno.<br />
Soffiava il vento della steppa.<br />
Freddo aveva il neonato nella grotta<br />
sul pendio del colle.<br />
L’alito del bue lo riscaldava.</p>
<p>Animali domestici stavano nella grotta;<br />
sulla culla vagava un tiepido vapore.<br />
Dalle rupi guardavano<br />
assonnati i pastori<br />
gli spazi della mezzanotte.</p>
<p>E lì accanto<br />
sconosciuta prima di allora,<br />
più modesta di un lucignolo<br />
alla finestrella del capanno,<br />
tremava una stella<br />
sulla strada di Betlemme.<br />
<strong>   B. Pasternak</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
L’autore di questa ultima poesia è uno scrittore russo conosciuto per aver scritto “Il dottor Zivago”. Nel 1958 gli fu assegnato il premio Nobel per la letteratura.</p>
<p style="text-align: justify;">Il poeta con la sensibilità del suo animo, sa trovare le parole giuste per trasformare in poesia ogni momento della vita, gli stati d’animo, le sensazioni e le emozioni, che sono comuni a tutti gli uomini. Egli sa guardare la realtà e la storia con occhi diversi e sa parlare al cuore di ognuno di noi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>ANALISI DELLE POESIE</strong></p>
<p>Le tre poesie sono molto diverse tra loro.</p>
<p style="text-align: justify;">
Nella poesia “Canzone d’inverno” la neve viene paragonata ad un cigno che danza lasciando cadere piume d’argento al soffio del vento.<br />
Ci trasmette un’idea di silenzio, di pace, di candore.</p>
<p style="text-align: justify;">
La poesia di Madre Teresa è quasi un invito a cercare il Natale dentro di noi ogni giorno della nostra vita e a donarlo a chi ci sta accanto.</p>
<p style="text-align: justify;">
Nell’ultima poesia l’immagine della natività è resa quasi reale. E’ come se guardassimo un dipinto dove ogni personaggio ha un ruolo preciso: il bue scalda il neonato, i pastori vegliano e la stella indica la strada per Betlemme.</p>
<p>Scegli una delle tre poesie, fai la parafrasi e imparala a memoria.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>ARTICOLI PARTITIVI</title>
		<link>https://www.maestraluisa.it/articoli-partitivi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2014 13:55:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario Scolastico]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano Classe quarta]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano Classe quinta]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mercoledì 5 novembre 2014 Una scheda sugli articoli partitivi.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 5 novembre 2014</p>
<p>Una scheda sugli articoli partitivi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.maestraluisa.it/articoli-partitivi/">ARTICOLI PARTITIVI</a> proviene da <a href="https://www.maestraluisa.it">Maestra Luisa</a>.</p>
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		<title>SAN MARTINO</title>
		<link>https://www.maestraluisa.it/san-martino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2014 14:59:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario Scolastico]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano Classe quinta]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì 24 ottobre 2014 Oggi abbiamo lavorato su una bellissima poesia di Carducci. SAN MARTINO La nebbia a gl’ irti colli piovigginando sale e sotto il maestrale urla e biancheggia il mar; ma per le vie del borgo, dal ribollir de’ tini va l’ aspro odor dei vini l’ anime a rallegrar. Gira su’ ceppi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 24 ottobre 2014</p>
<p>Oggi abbiamo lavorato su una bellissima poesia di Carducci.</p>
<p><strong>SAN MARTINO</strong></p>
<p>La nebbia a gl’ irti colli<br />
piovigginando sale<br />
e sotto il maestrale<br />
urla e biancheggia il mar;</p>
<p>ma per le vie del borgo,<br />
dal ribollir de’ tini<br />
va l’ aspro odor dei vini<br />
l’ anime a rallegrar.</p>
<p>Gira su’ ceppi accesi<br />
lo spiedo scoppiettando<br />
sta il cacciator fischiando<br />
su l’ uscio a rimirar.</p>
<p>Tra le rossastre nubi<br />
stormi d’ uccelli neri<br />
com’ esuli pensieri<br />
nel vespero migrar.</p>
<p><strong>Giosuè Carducci</strong></p>
<p><strong>Per capire</strong></p>
<p>irti : spogli<br />
maestrale : vento di tempesta<br />
ceppi : pezzi di legno<br />
rimirar : osservare<br />
esuli pensieri : preoccupazioni che se ne vanno<br />
vespero : tramonto<br />
migrar : allontanarsi</p>
<p style="text-align: justify;">La parola poesia è di origine greca, significa “creare, fare con<br />
l’ immaginazione”. Attraverso il linguaggio poetico la realtà quotidiana viene vista con occhi nuovi e assume un significato più profondo.</p>
<p><strong>Analisi della poesia</strong><br />
La poesia è formata da 4 strofe ognuna di 4 versi.<br />
Il secondo e il terzo verso danno origine a una rima baciata.<br />
Si ha una rima baciata quando due versi rimano in successione.<br />
Tutti gli ultimi versi di ogni strofa fanno rima tra di loro.<br />
Nella prima strofa il poeta usa una <em>personificazione</em>: il mare si comporta come una persona, “urla”.<br />
Nell’ ultima strofa è presente una <em>similitudine</em>: com’ esuli pensieri.<br />
La poesia , inoltre, ha diversi <em>dati sensoriali</em>:<br />
<strong>olfattivi</strong> “aspro odor dei vini”<br />
<strong>uditivi</strong> “ scoppiettando, fischiando”<br />
<strong>visivi di posizione</strong> “sotto il maestrale, per le vie, sta sull’ uscio, tra le nubi”<br />
dati di colore “biancheggia, rossastre nubi, uccelli neri”</p>
<p style="text-align: justify;">Il poeta sembra fare una <em>ripresa cinematografica</em>: per prima fa una panoramica generale del paesaggio (prima strofa), sposta poi l’ obiettivo sul borgo (seconda strofa), fino a rendere la visuale più nitida sulle case (terza e quarta strofa).</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>Parafrasi</strong><br />
La nebbia, sciogliendosi in una leggera pioggerella, risale per le colline rese quasi ispide dalle piante ormai prive di fogliame e, spinto dal vento freddo di nordovest, il mare rumoreggia frangendosi sulla scogliera, con onde dalla bianca spuma.<br />
Ma per le vie del piccolo paese contadino, si diffonde, dai tini dove fermenta il mosto, l’ odore aspro del vino nuovo che rallegra i cuori. E intanto sulla brace del focolare scoppietta lo spiedo su cui cuoce la cacciagione; e il cacciatore se ne sta sull’ uscio a guardare stormi di uccelli che, a contrasto con le rosse nubi del tramonto, sembrano neri, come quei pensieri che si vorrebbe mandar via lontano.</p>
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		<title>ATTIVITA&#8217; SUL TESTO NARRATIVO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 12:02:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario Scolastico]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano Classe quinta]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì 10 ottobre 2014 Un lavoro completo sul testo narrativo Analisi del testo: il protagonista, i personaggi secondari, il luogo e il tempo Struttura del testo narrativo: ricercare e segnare le parti utilizzando i colori Le sequenze: individuare nello svolgimento Il riassunto: completare Potete dettare le attività e dare solo la lettura in fotocopia oppure...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 10 ottobre 2014</p>
<p><strong>Un lavoro completo sul testo narrativo</strong></p>
<p>Analisi del testo: il protagonista, i personaggi secondari, il luogo e il tempo</p>
<p>Struttura del testo narrativo: ricercare e segnare le parti utilizzando i colori</p>
<p>Le sequenze: individuare nello svolgimento</p>
<p>Il riassunto: completare</p>
<p>Potete dettare le attività e dare solo la lettura in fotocopia oppure consegnare direttamente le schede che sono da completare.</p>
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